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La Sala delle Piroghe

Il percorso espositivo

Piroghe 1

 

Le piroghe (clicca qui per l'audioguida: )

Scoperte nel 1940 in Valle Isola, provincia di Ferrara, le due imbarcazioni monossili, presumibilmente di età tardoromana (III-IV secolo d.C.), furono lasciate in loco e ricoperte di terra subito dopo il loro ritrovamento. Scavate dagli archeologi e recuperate nel 1948, furono portate ed esposte al Museo Archeologico Nazionale di Ferrara dove sono tuttora conservate. L'intervento di restauro ha riguardato l'adeguamento dello spazio espositivo, la conservazione delle due imbarcazioni, attraverso l'utilizzo di nuovi supporti, e l'esecuzione di analisi scientifiche, volte all'identificazione della specie legnosa, alla caratterizzazione del deterioramento (individuazione delle cause) e all'identificazione dei prodotti impiegati nei precedenti interventi di restauro.

 Rinvenimento, recupero e musealizzazione

Le imbarcazioni esposte in Museo furono rinvenute nel 1940 durante gli scavi di un canale artificiale in Valle Isola, nel comprensorio delle bonificate Valli Nord di Comacchio, in provincia di Ferrara (località Casone Gaiano). 

Dal rinvenimento al 1948, anno in cui le piroghe furono recuperate e trasportate al Museo Archeologico Nazionale di Ferrara, intercorsero diverse vicende: mutamento delle condizioni ambientali, danneggiamenti ad opera di cercatori di legname, successivi scoprimenti e reinterri. Tra questi vanno ricordati i due saggi di scavo in prossimità delle imbarcazioni condotti dall'archeologo Fernando Malavolti con lo scopo di controllare la stratigrafia del terreno e individuare le quote di giacitura delle stesse. Vicende che certo non ne favorirono la conservazione. Non si rinvenne materiale salvo un frammento di anfora di età tardoromana, recuperato nello strato di conchiglie dell'antico fondo vallivo, che ha permesso di ipotizzare la datazione dei reperti al III-IV secolo d.C.
Durante le operazioni di recupero delle imbarcazioni, sotto la guida di Nereo Alfieri, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Ferrara, furono trovati materiali, poco numerosi ma significativi. Le schegge di legno giacenti sotto la chiglia dell'imbarcazione più grande, la presenza di puntelli lungo le fiancate e di un tappo di riparazione nella chiglia della più piccola, nonché il tirante sistemato nel suo interno lasciano ipotizzare che le due imbarcazioni fossero state collocate per manutenzione nell'officina di un calafataro. 

Dal 1948 le monossili sono state inserite nel percorso museale, ne sono state protagoniste ed elemento di forte attrazione fino al termine degli anni Ottanta. In quel periodo l'inizio del recupero architettonico di Palazzo Costabili ha determinato la chiusura al pubblico del complesso museale. Le dimensioni delle imbarcazioni sono tali (rispettivamente m 14,76 e m 12,10) che l'esecuzione del restauro, protrattasi dal novembre 2008 al marzo 2010 con alcune interruzioni, è dovuta avvenire all'interno della sala espositiva stessa.
Ciò ha peraltro favorito un riavvicinamento dei visitatori alle due imbarcazioni ormai "storicizzate" nel Museo di Ferrara, i quali, grazie anche alla disponibilità dei tecnici, hanno potuto seguire alcune fasi del restauro e prendere contatto con le complesse e delicate problematiche connesse alla tutela e conservazione di un bene archeologico. Problematiche ancor più complesse e delicate quando si tratta di manufatti lignei. 

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Informazionimostra tutte

Orari:

Da martedì a domenica: 9.30-17.00. Chiusura biglietteria 16.30.
Chiuso il lunedì; chiuso 1 gennaio, 1 maggio, 25 dicembre.
Aperto Pasqua e Lunedì dell'Angelo 2017. Chiuso martedì 18 aprile 2017

Costo biglietto:

Intero € 6,00; ridotto € 3,00 (da 18 ai 25 anni); gratuito sotto i 18 anni

Servizi al pubblico:

Sala per conferenze e convegni, accessi facilitati. Per la visita di gruppi e scolaresche è consigliata la prenotazione allo 0532 244949