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Tombe femminili: la tomba 38C di Valle Pega

Tombe femminili: la tomba 38C di Valle Pega

SALA 8

Tutti gli oggetti del corredo sono un esempio di ciò che le donne spineti utilizzavano nel quotidiano e, sopratutto per questo, è stata inserita nel percorso della mostra “Se gli uomini non trAmano...lo fanno le donne”.

Questa sepoltura, che potete ammirare, è uno dei pochi esempi di tombe, in cui gli oggetti, ancor prima delle analisi antropologiche, ci dicono che la defunta era una donna.

La tomba contiene numerose  suppellettili:

in primo piano, con i numeri 15-16, vi sono due Lebetes Gamikoi, un tipo di vaso che veniva impiegato durante le cerimonie nuziali, forse utilizzato per aspergere la sposa prima del matrimonio. Questi due oggetti sono di produzione alto-adriatica e la loro caratteristica principale è la presenza di due anse alte e diritte. Nel nostro caso, la decorazione di uno rappresenta Eros, dio dell'amore, alato con piede sollevato e phiale in mano, e dall'altro lato volto femminile posto di profilo. Mentre l'altro rappresenta Eros alato con piede sollevato con davanti una specie di cippo e dall'altro lato un volto femminile.

Questo tipo di vaso nasce in Grecia all'incirca nel VI sec. a. C., ivi prodotto fino al IV sec. a. C.; in Italia la produzione continuerà anche successivamente.

Al numero 6 vi è la conocchia, uno degli strumenti utilizzati per la filatura della lana, intorno al quale veniva arrotolato il filo. Oggetto tipicamente femminile, riservato prevalentemente alle donne, giacché la filatura e la tessitura erano compito delle donne. Anche la conocchia è fondamentale per la determinazione del sesso della defunta

I numeri 2-3 sono fusaiole, anch'essi utensili impiegati per la filatura, che, poiché realizzati nella delicata pasta vitrea, sicuramente non comportavano un utilizzo vero e proprio, ma alludevano simbolicamente alla loro funzione.

Di notevole rarità sono i cofanetti di legno, che vedete contrassegnati con i numeri 4 e 5, generalmente utilizzati dalle donne come contenitori per cosmetici e come portagioie. Al momento del loro ritrovamento -che in ambito archeologico è abbastanza infrequente, giacché il legno è difficile che si conservi - uno dei due cofanetti, quello rotondo, conteneva delle nocciole; l'altro, come una moderna trousse,  è internamente caratterizzato da piccoli scomparti (per belletti?). Molto particolare, da ammirare, è anche, contrassegnato con il numero 17, un balsamario in alabastro, prezioso contenitore per oli, o unguenti.

Chiara Guadagnino

BIBLIOGRAFIA

Massei F. Gli askoi a figure rosse nella necropoli di spina, Milano 1978.